Fermano - Nonostante la manifestazione che ha riscosso meno successo del previsto lo scorso 8 marzo e nonostante le numerose critiche pervenute da più parti di essere un gruppo politicizzato, il comitato spontaneo nato a Fermo per tutelare e richiedere maggiore attenzione per la sanità del territorio, è intenzionato a proseguire la sua attività e ad estenderla in tutti i quaranta Comuni della Quinta provincia, nei quali già in diversi paesi ha ricevuto le adesioni di alcuni cittadini. L’intenzione è di portare delle manifestazioni come quella dell’8 marzo in tutti i paesi del territorio, anzi qualcuno propone addirittura che si potrebbe arrivare a bloccare l’A14 se non si avranno riscontri positivi dalla Regione.
martedì 18 marzo 2008
Adsl : San Girolamo e Girola
Fermo - Ce ne siamo occupati diverse volte, l’ultima è stata l’estate scorsa: stiamo parlando della copertura Adsl dei quartieri fermani di Girola e San Girolamo. Qui molte abitazioni e soprattutto le aziende soffrivano la mancanza di questo fondamentale servizio. Finalmente la zona è stata coperta dal collegamento internet ad alta velocità e quanti vorranno potranno da subito utilizzarlo nelle proprie case e nelle proprie fabbriche.
lunedì 17 marzo 2008
Ovazione per Saviano e Merola
Porto Sant'elpidio - Un teatro delle Api gremito, ha accolto Roberto Saviano, autore del discusso “Gomorra” , e Don Luigi Merola, il “prete anti-camorra” . Il dibattito è stato organizzato da “Attivamente” , associazione di giovani elpidiensi costituitasi un mese fa. Il gruppo, presieduto da Giovanni Bernabei, si incontra con cadenza settimanale per confrontarsi sui temi dell’ attualità. Proprio il Presidente, ha fatto da filtro e ha posto le domande pervenute per i due ospiti. Degno di uno dei migliori avvocati , Don Merola, ha fatto la sua arringa, strappando applausi al pubblico. L’ex parroco di Forcella, ha raccontato i suoi sette anni nella parrocchia di San Giorgio. Qui, era approdato per “punizione”, poiché “colpevole” di aver aiutato le vittime di usura col suo stipendio di insegnante. Da subito, è diventato un prete “scomodo” alla camorra : fa smantellare le telecamere della malavita nel quartiere, apre la Chiesa dalle otto a mezzanotte, sta in mezzo alla gente e per togliere i ragazzi dalla strada crea per loro attività ricreative. Inoltre, promuove l’istruzione come fonte per salvarsi dalla devianza, a suo giudizio, connessa all’ignoranza. Sale particolarmente alla ribalta della cronaca, durante i funerali di Annalisa Durante, 14enne uccisa da un proiettile vagante, in nome della quale è stata costruita una scuola. La sua omelia, sconsigliatagli dal Vescovo, scuoterà le anime di molti. “Anche se tutti i fiori saranno strappati, nessuno potrà fermare la primavera” diventa la frase simbolo dello sdegno di una città intera per la morte di un’innocente. Dopo 7 anni, Don Merola se ne va da Forcella, dopo aver subito minacce di morte e non aver trovato appoggio concreto alla sua lotta da parte della Chiesa locale. Dice di ammirarlo Roberto Saviano, vincitore con “Gomorra” del “Premio Viareggio”. Anche nel suo libro, vi è un sacerdote : Don Peppino, prete coraggio di Casal di Principe, ucciso dalla camorra e degradato da maldicenze per coprire le reali motivazioni dell’assassinio. Saviano ne ha per tutti e parla al pubblico in sala delle ingerenze della camorra in affari legali nel Nord e al Centro. Non si risparmia a raccontare , con esempi concreti, dei rifiuti tossici presenti a Pianura e a Marigliano e ha spiegato che, nel male, è meglio che i riflettori si siano accesi su questa realtà perché la gente può farsi sentire contro lo Stato quando riapre le discariche, contro la camorra nessuno ne ha il coraggio. Ancora due “scugnizzi” questi ragazzi se osservi i loro volti, ma che rispettivamente da 4 e 2 anni vivono sotto scorta per “amore per il loro popolo”, e che girano l’Italia esortando la gente a passare “dall’impegno straordinario di pochi, all’impegno ordinario di molti”, riprendendo le parole di Giovanni Falcone . (Silvia Ilari)
Premio letterario Giallo Mare
Fermano - In seno alla rassegna Giallo Mare, organizzata in rete dai comuni di Porto San Giorgio e Sant’Elpidio a Mare, nasce anche un interessante concorso letterario aperto a tutti gli aspiranti giallisti del territorio e non solo, presentato nella biblioteca comunale “Gino Pieri” di Porto San Giorgio da Carlo Pagliacci della casa editrice “Zefiro”. In un massimo di dodici cartelle si deve riuscire a costruire una storia ricca di suspence e colpi di scena, attenendosi all’incipit scritto dal giallista Valerio Varesi, presente in città proprio per la rassegna Giallo Mare, creatore tra gli altri del commissario Soneri, interpretato da Luca Barbareschi nella fiction “Nebbie e delitti”. Varesi dando il la per gli elaborati di quanti parteciperanno al concorso, ha voluto che fosse ambientato proprio a Porto San Giorgio, per l’importanza da lui attribuita al risvolto che i racconti gialli hanno sul territorio. Il racconto inizia su una barca, la San Giorgio, del sangiorgese di mondo Marco Marinucci, classe 1944, purtroppo però trovato morto sottocoperta trafitto da dodici coltellata. La sconvolgente scoperta è della vedova dell’ex custode della rocca Anita Corolli, recatasi lì per un appuntamento con la vittima. Tra i due c’era stata una storia in passato e dopo tanti anni stavano per rincontrarsi, ma il destino ha deciso diversamente. Da qui libero spazio alla fantasia e alla bravura dei partecipanti: si ha tempo fino al 31 agosto per presentare i propri elaborati. I primi tre classificati riceveranno una targa e la pubblicazione del proprio racconto, che potrà essere diffuso a livello nazionale. Per il regolamento completo e ogni altra informazione è possibile rivolgersi alla segreteria organizzativa presso la casa editrice “Zefiro”, in via Ciccolungo 80 a Fermo o visitare il sito www.festivalgiallomare.it . Alla conferenza stampa erano presenti anche diverse componenti dell’Associazione letteraria “Joyce Lussu”, che hanno colto l’occasione per riportare l’attenzione su una grande scrittrice noir locale, Joyce Lussu appunto, più apprezzata all’estero che in patria, autrice di un romanzo in cui Sherlock Holmes è implicato in un’indagine che lo porterà anche nelle Marche e a Porto San Giorgio.
Associazione Provinciale Allevatori
Fermano - Siamo giunti alle feste di Pasqua e come tradizione comanda sulle nostre tavole domenica ci sarà l’agnello: dalla Coldiretti e dall’Associazione Provinciale Allevatori, l’Apa, presieduta da Antonio Ricciotti, arriva il monito ai consumatori ad assicurarsi che gli agnelli che compreremo siano locali. A riportare l’attenzione sulla questione la constatazione che proprio in questi giorni da Romania, Bulgaria, Ungheria e Polonia sono in arrivo decine di migliaia di agnelli senza garanzia di tracciabilità; per di più questi capi di bestiame proveniente dall’est hanno lo stesso prezzo dei prodotti locali, che al contrario sono debitamente certificati. Su questo aspetto in particolare è doverosa una precisazione: i nostri allevatori pagano due euro per capo per ottenere la certificazione, spesa che sempre più spesso non viene ammortizzata perché gran parte del bestiame rimane invenduto. Perché rimane invenduto? Perché il mercato è invaso e dominato dal bestiame estero che agli importatori costa molto meno, all’incirca 1 euro al chilogrammo; questi lo rivendono ai grossisti a 2,50 euro, per arrivare infine al consumatore ad un prezzo che oscilla dagli 8 ai 13 euro, ovvero lo stesso ammontare della carne ovina proveniente da animali nati ed allevati sui pascoli delle nostre montagne. A questo punto entrano in gioco le scelte dei consumatori che, se vogliono, possono cibarsi di un prodotto assolutamente locale: oltre che rivolgersi agli allevatori del territorio, possono trovare carne ovina locale garantita da marchi di qualità, come ad esempio “Agnello della Marca”, anche nei migliori macellai e perfino nella grande distribuzione organizzata più virtuosa. E’ indubbia la qualità enormemente superiore dei nostri agnelli, allattati dalle madri fino allo svezzamento, che si nutrono in libertà, controllati e certificati, ma allora perché non si adottano misure concrete ed efficaci per aiutare i nostri allevatori locali, di modo che riescano ad imporsi sul mercato? Recandoci in uno dei tanti allevamenti del territorio ci siamo sentiti rispondere che la Coldiretti e l’Apa fanno bene a promuovere la certificazione della carne locale ma d’altra parte servono dei provvedimenti affinché queste spese non ricadano in toto sugli allevatori che, tra il calo delle vendite e le spese fisse, iniziano a trovarsi in serie difficoltà: a pochi giorni dalla Pasqua centinaia e centinaia di capi sono ancora nei campi a pascolare, molti sono ormai fuori peso e quindi anche se verranno venduti, avranno un prezzo stracciato. Promuoviamo il consumo di prodotti locali ma allo stesso tempo tuteliamo chi ancora lavora nei nostri campi e alleva animali.
Riconversione Sadam
Fermo - Da due anni ormai ed in particolare negli ultimi mesi le vicende dell’ex zuccherificio Sadam, della sua riconversione e del futuro dei suoi dipendenti, costituiscono uno dei problemi più importanti ed urgenti del territorio: lavorare alla Sadam un tempo significava avere un posto di lavoro ben retribuito, oggi essere stato un lavoratore Sadam significa essere da due anni in attesa di conoscere il proprio futuro. Si è ancora in attesa del progetto definitivo della sua riconversione da parte della proprietà, la Power Crop e allo stesso modo si è in attesa della decisione definitiva del Comune sul sito dove verrà costruita la centrale a biomasse: negli ultimi giorni pare che Monte Urano possa essere l’alternativa migliore. Dal fronte politico, del Comune di Fermo in particolare, diverse sono le posizioni dei consiglieri: in seno alla stessa opposizione infatti il consigliere Fortuna non vede di buon grado la possibilità di realizzare a Monte Urano la nuova centrale, il Partito Democratico invece è più ben disposto; di questo schieramento anche il primo cittadino monturanese che sta vagliando attentamente tutte le opportunità che potrebbero scaturire per la sua città dall’ospitare la centrale a biomasse. In questo quadro è intervenuto tramite un comunicato stampa anche l’Arcivescovo di Fermo mons. Luigi Conti, che sta seguendo con apprensione le vicende dell’ex zuccherificio. Il pensiero è particolarmente rivolto alle 94 famiglie dei lavoratori in cassa integrazione ormai da troppo tempo ed in proposito il Vescovo di Fermo fa una riflessione sul significato del lavoro e sulla sua importanza nella vita di ognuno. “Il lavoro è un diritto fondamentale, ma anche un bene per l’uomo. Esso è necessario per formare e mantenere una famiglia. È, pertanto, molto più che un modo per guadagnarsi da vivere, è la stoffa dell'uomo, la modalità per affermare se stessi, la propria identità, i propri ideali. Un uomo senza lavoro, non è solo un uomo povero, è un uomo che si spegne interiormente, che si sente solo, abbandonato, inutile.” Con queste parole mons. Conti spera che questa settimana santa, che dovrebbe coincidere con quella decisiva per la risoluzione della vicenda, possa portare ai lavoratori e alle loro famiglie una Pasqua di speranza e di serenità.
Operazione della Polizia
Porto San Giorgio - Nella notte del 16 u.s. alle ore 02,40 personale della Squadra Volante diretta dal dottor Taschetti, nell’ambito dei controlli finalizzati alla prevenzione delle cosiddette “stragi del sabato sera” ha effettuato un controllo in una discoteca di Porto San Giorgio ed ha accertato che venivano somministrate bevande alcoliche, nonostante l’obbligo di cessare la somministrazione di tali tipologia di bevande alle ore 2,00. Al titolare è stata contestata la violazione delle leggi vigenti. Al riguardo è stata inoltrata segnalazione al Sindaco di Porto San Giorgio per gli ulteriori provvedimenti di competenza.
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